Memoria parrocchiale
di Gavino Iachini

DON VALERIO
Il 13 dicembre 1982 consegnarono le case e così cominciarono le attività parrocchiali condotte dal parroco don Valerio Nardo. I primi tempi furono duri perché mancava tutto, sia per il parroco che per i parrocchiani ma poi con la buona volontà di tante persone che davano una mano a don Valerio, piano piano siamo riusciti a migliorare la situazione formando dei gruppi di volontariato: parrocchiale, catechismo, vincenziano e gruppo anziani.
Andando avanti nel tempo sono arrivati i missionari della Consolata, che partecipavano alle attività parrocchiali: oratorio, gruppo biblico e gruppo giovani. Don Valerio veniva affiancato anche da don Fabio, don Gabriele e don Giuseppe, sacerdoti della Fraternità dell’Incarnazione, inseriti al 4° piano del 1° Lotto, nel 1982. Per don Valerio è stato un grande aiuto perché in quegli anni era solo e la loro presenza è stata molto importante anche per il nostro quartiere, se posso dirlo a tutt’oggi, sono molto importanti.
Nel 1987-88 finalmente arrivò don Adamo Poos, viceparroco, il quale oltre ad occuparsi delle funzioni parrocchiali si occupava dei malati, andandoli a trovare nelle loro case, a portare loro l’Eucarestia ed un conforto spirituale. Nel frattempo si cominciarono ad organizzare le feste parrocchiali, la festa del patrono, portando in processione un quadro dipinto da un parrocchiano. Le feste miglioravano ogni anno, con l’aiuto di Camillo Filetti, Ermanno, Domenico e tanti altri. Mi ricordo che il comitato festeggiamenti era un gruppo abbastanza consistente, tanto che si organizzavano le corse podistiche per i giovani, si facevano mettere, dagli addetti, le luci intorno alle strade della parrocchia. I festeggiamenti cominciavano la domenica mattina, si andava in processione con la banda che suonava, seguiti dai parroci presenti, dal santo patrono, dai bambini delle comunioni e da tanta gente del quartiere. Il percorso è rimasto quasi sempre lo stesso. Nel pomeriggio la festa continuava con vari giochi per ragazzi, bambini e adulti. Non mancavano l’albero della cuccagna, la pentolaccia e tante altre attività. La festa terminava con la lotteria e i fuochi d’artificio.
Finalmente don Valerio e don Adamo riuscirono a farsi dare, dalla casa generalizia dei passionisti, la statua di San Paolo della Croce, intorno all’anno 1988. Premetto che Gavino e Domenico andavano spesso a villa Celimontana a chiedere la statua ma veniva risposto che doveva arrivare.
Quando la parrocchia si stabilizzò, con l’aiuto degli abitanti e di tanti altri, don Valerio riuscì a fare i banchi della chiesa e tante altre cose. Tra questi: la vecchia cappellina situata in fondo alla chiesa, questa opera fu finanziata dalla famiglia Mulè Francesco e Maria ed è stata molto utile per i parrocchiani e per la parrocchia. Questa famiglia si occupava anche di lavare i paramenti dell’altare e allestiva l’altare con fiori freschi tutte le domeniche.
Alcuni parrocchiani, tra i quali Lino, Ubaldo, Adriano ed altri dei quali non ricordo i nomi, suggerirono a don Valerio che al di sopra del piazzale della chiesa si poteva costruire un campo di bocce. La proposta piacque a don Valerio e così fu fatto il campo, sempre con l’aiuto di queste persone che furono capaci di costruirlo. Il campo fu completato e, per qualche anno, ci si divertì veramente, tutte le sere si giocava finché non si faceva buio. Ogni tanto si facevano anche delle gare, posso dire che partecipava tanta gente del quartiere. Poi il comune di Roma fece aprire il centro anziani al 2° Lotto, attrezzato anche del nuovo campo di bocce, coperto, così pian piano il campo della parrocchia fu trascurato, senza manutenzione, anche perché non veniva più nessuno preferendo il centro anziani.
Quando don Valerio fece l’annuncio che il 1° marzo 1992 sarebbe venuto nella nostra parrocchia il Santo Padre Giovanni Paolo II per tutti fu una grande gioia e ci si mise all’opera per abbellire la nostra chiesa. Il Papa fu accolto con una grandissima festa, in modo particolare dai giovani accompagnati dai missionari della consolata: Alonso, José, Enrico, Pedro ed altri. Ricordo che ci fu una grandissima partecipazione di tutto il quartiere. Del coro si occupavano Pino e Massimiliano ed altri giovani; tanti di noi facenti parte del comitato festeggiamenti, fummo messi al servizio d’ordine muniti di una targhetta di riconoscimento. Per fortuna tutto andò bene e fummo tutti felici, compresi gli altri gruppi.
DON CLAUDIO
Don Valerio Nardo venne sostituito da don Claudio Falcioni, molto aperto a tutti i parrocchiani, soprattutto al gruppo giovani. Non trascurava gli altri gruppi e si impegnava molto per aiutare i poveri ed è riuscito ad entrare nel Banco alimentare facendo delle raccolte presso i supermercati, tramite la comunità di Sant’Egidio. Il materiale raccolto veniva ritirato dai furgoni messi a disposizione da Sant’Egidio e poi ridistribuito alla parrocchia. Il gruppo vincenziano provvedeva a distribuire i viveri agli assistiti. Premetto che prima del Banco alimentare don Claudio metteva a disposizione l’8 per mille per l’acquisto dei viveri.
Con l’aiuto dei volontari e di una ditta specializzata fece ricostruire il campetto e la pavimentazione del salone, eliminando qualche gradino per agevolare gli anziani e i bambini. Sempre in quel periodo fu fatto l’impianto per mettere il riscaldamento nel salone che prima veniva riscaldato con delle stufe a gas.
Don Claudio introdusse, nelle feste patronali, lo stand alimentare senza tralasciare l’intrattenimento musicale e la lotteria. Non mancava la lotteria che veniva preparate da me e mia moglie Ida. La festa durava due giorni, il sabato e si ricominciava la domenica mattina intorno alle ore 10, con la processione. Il percorso non variava di molto; al rientro veniva celebrata la Santa Messa. Alle ore 15 ricominciava l’attività con giochi per ragazzi e altre attività. Intanto gli addetti cominciavano a preparare lo stand alimentare; i festeggiamenti finivano intorno alle ore 23, dopo l’estrazione dei premi della lotteria.
Mi ricordo che don Claudio, con l’aiuto del gruppo giovani, portava ogni anno i ragazzi al campo estivo che durava dai 10 ai 15 giorni. Cambiò anche l’illuminazione della chiesa, passando dalle lampade ai fari. Ricordo che per aiutare il parroco c’eravamo io, Mino e Lorenzo. Noi manuali e Mino tecnico, insieme a don Claudio, che erano a conoscenza di elettronica.
Dopo questo lavoro fu pulita tutta la pavimentazione della chiesa con attrezzature messe a disposizione dal parroco: una pistola spruzza acqua (anche calda) insieme a prodotti speciali per la pulitura di quel tipo di pavimentazione ed un aspiratore di acqua. Al termine della pulitura una passata di cera, tutto questo fu fatto con tanti volontari, compresa la sig.ra Anna Maria, madre dello stesso don Claudio. Siccome il parroco era specializzato perito elettronico, fece tante modifiche all’interno della chiesa, come l’utilizzo di campane elettroniche, e comandi per l’accensione di tutte le luci interne ed esterne. Ricordo che quando ci fu, nel 2000, la Giornata mondiale della gioventù, nella nostra parrocchia furono ospitati 30 giovani provenienti da varie parti del mondo.
Quando don Adamo Poos andò via, venne don Francesco Indelicato come vice parroco e don Elio. Devo dire che in questa comunità i nuovi arrivati venivano accolti con tanta gioia da parte dei gruppi che operavano in chiesa e dalla gente del quartiere.
Nel 2003 a Corviale fu girato lo spot dell’8×1000, ricordo che vennero i tecnici della Rai che fecero le riprese per il quartiere ed anche all’interno della chiesa. Lo spot venne messo in onda su tutte le reti nazionali.
Ogni tanto don Claudio si riuniva con i parroci di settore per parlare delle problematiche delle parrocchie, questi incontri si concludevano con preghiere e pranzo finale preparato in casa sua dalle volontarie: Ida, Mirella Pizzi e Rita Prosperi. Per ultimo arrivava Anna Di Nicola, della Annarella, per pulire la cucina.
Quando c’erano Alonso, José, Giorgio e Pedro, spesso la comunità parrocchiale si spostava alla Consolata per fare ritiri spirituali. Con don Claudio si faceva anche il cenone di capodanno, per le persone sole, sempre aiutato dai giovani che servivano a tavola, facevano animazione musicale e organizzavano la tombolata; tra i volontari anche io, Mino, la signora Anna, Ida, Bruno Ferrini e la moglie. Questi ultimi si interessavano della cucina. Posso solo dire che la fine e l’inizio di ogni anno per tutti i presenti era una grande festa, che continuò anche con don Giuseppe Redemagni.
DON GIUSEPPE
Un giorno mi trovavo all’interno del giardino della parrocchia, dalla parte dove si trova l’ingresso alla casa, don Claudio mi chiamò e mi disse: “Gavino, questo è don Giuseppe, il nuovo parroco, mi raccomandalo trattalo come hai trattato me” Gli risposi che l’avrei fatto.
Quando don Giuseppe Redemagni prese la responsabilità della parrocchia scelse di dormire al piano ribassato della canonica e mi chiese se conoscessi qualcuno che poteva ristrutturare il bagno. Gli dissi che conoscevo un amico, Silvio Di Pietro, che poteva farlo ed insieme a lui facemmo i lavori anche alla camera annessa, compreso il saloncino del piano ribassato della canonica.
Don Giuseppe dopo qualche anno fece mettere la pavimentazione dall’atrio del salone per tutti i corridoi, dietro l’altare e fino ai corridoi della canonica, poiché voleva sostituire la pavimentazione di tipo gommosa (linoleum).
Dopo questo lavoro fece ripulire e rimettere a nuovo i banchi della chiesa e fece installare i riscaldamenti attualmente in uso. Poiché i vetri all’entrata della chiesa erano lesionati ed erano diventati un pericolo per la comunità, li fece sostituire con altri vetri su cui venne dipinta l’immagine del Buon Pastore.
Come ultimo grande lavoro fece installare il fonte battesimale. Ricordo che fece anche fare i confessionali e le porte che chiudono le due stanze ai lati dell’altare e quella della sagrestia.
Volevo anche parlare di Suor Maria Rita, del Regina Pacis, che per tanti anni è stata a disposizione della nostra parrocchia; principalmente si è occupata, insieme a Gabriella Ricciardi, Annarella ed altri, di preparare i bambini della prima comunione ed era anche ministro straordinario dell’Eucarestia insieme a Gabriella, Mino, Fernando e Gildo.
Nel 2004 Mino Scionti cominciò a studiare per diventare diacono, guidato dal parroco don Giuseppe, e finiti gli studi fu fatta la consacrazione a S. Giovanni in Laterano. Quel giorno ci fu una grande festa con la partecipazione di tanti parrocchiani. Posso dire con certezza che Mino è sempre stato attivo all’interno di questa parrocchia, mettendosi a disposizione quando si pregava, quando si andava in processione e anche se si doveva fare qualche lavoro, affiancando i parroci anche nei consigli pastorali e scrivendo i verbali delle riunioni. Ora è stato incaricato di un altro lavoro: responsabile del gruppo Caritas ed assistenza ai bisognosi.
Con il trasferimento di don Francesco, al tempo di don Giuseppe, sono venuti don Diodoné, don Virgilio e don Fuando, studenti collaboratori, ma finiti gli studi man mano andavano via per altre destinazioni.
Ida Di Giovannantonio, in qualità di presidentessa delle Vincenziane, si occupava anche di far pulire la chiesa, con l’aiuto dei volontari Carlo Baiocco, Rosanna Baiocco, Anna Scardella e altri. Ma Ida intanto finiva il suo mandato di presidentessa, durato circa 10 anni, e furono nominati al suo posto Antonietta di Martino e suo marito Alfredo Moriconi, che sono rimasti fino al 2017.
Rosetta Sicolo e Maria Rita Caterini oltre ad essere vincenziane dirigevano il gruppo anziani, fino alle loro dimissioni avvenute nel 2017.
Nella nostra parrocchia, oltre alla Caritas, vengono mensilmente i cavalieri di Malta, che aiutano, con viveri, più di 40 famiglie da circa 20 anni.
Io mi sono occupato dei servizi esterni ed anche interni, assieme a Domenico Pinna, Lorenzo Lombardi, Rosario Verzi ed altri.
DON ROBERTO
Con il trasferimento di don Giuseppe è venuto nella nostra parrocchia don Roberto Cassano, parroco molto aperto con tutti i parrocchiani. Come vice parroco don Eberth. Poi con il trasferimento di don Eberth sono venuti don Mosè e don Angelo.
Don Roberto, da quasi subito, ha trasformato il giardino, che costeggia sulla sinistra la parrocchia, dove adesso si svolgono le feste parrocchiali, che si erano sempre svolte sul piazzale, facendo ripristinare il campo di bocce, che dal tempo di don Valerio era stato lasciato in abbandono. Ha fatto installare la statua della madonnina, un palco coperto per intrattenimento musicale e teatrale, una copertura solida e permanente per fare lo stand alimentare, in occasione dei festeggiamenti.
All’interno della chiesa ha spostato la sagrestia, ha fatto fare due portoni ai lati dell’altare.
Don Roberto ha invitato Papa Francesco a venire tra noi, ed il 15 aprile 2018, con grande partecipazione, il Santo Padre è stato accolto dalla nostra comunità giovanile, adulta e anziana.
Devo dire che tutti i volontari, e non, sono stati molto attivi per aiutare il parroco a mettere tutto in ordine, sia intorno alla parrocchia che dentro. L’organizzazione di don Roberto è stata eccezionale, ogni percorso del Santo Padre era stato studiato perfettamente, tanto che tutta la comunità si è trovata a suo agio per incontrarlo. La partecipazione della comunità è stata numerosissima ed è andato tutto bene, con tanta gioia della gente ma, penso, anche di don Roberto a cui vanno tutti i complimenti per la perfetta riuscita.
Possiamo vedere, sul calendario del 2019 fatto stampare dal parroco, i momenti più significativi della visita di Papa Francesco.
Don Roberto, oltre ai miglioramenti del giardino, ha fatto sollevare la recinzione nei punti più alti della chiesa per garantire l’incolumità dei bambini. Ha fatto rimuovere la rete del campetto, che era ormai decadente, sostituita da una nuova rete sollevata ancora più alta per tutelare l’incolumità dei passanti e le auto transitanti sulla strada sottostante.
Volevo anche dire che per parecchi anni avevamo Giuseppe Trivelli, delle case rosse, che in ogni occasione faceva le fotografie. Da qualche anno abbiamo Mauro Monti che è sempre presente nelle processioni, festeggiamenti e altre attività, a fotografare questi momenti.
Devo parlare dei bambini e dell’oratorio che da anni è stato sempre accolto dal gruppo giovani, ma posso dire che a tutt’oggi è presente Francesca Scionti, Natascia e Valentina. Poi si è aggiunto Simone Battilocchi e altri dei quali non conosco i nomi.
Da circa un anno, durante le celebrazioni domenicali, oltre ai giovani della Consolata, arrivano tanti altri ragazzi che sono qui a Roma per completare gli studi del noviziato ed accompagnano il parroco in processione fino all’altare e, finita la messa, riaccompagnano il parroco, dopodiché fanno nel campetto della parrocchia, fanno delle partite di pallone con i nostri giovani e ragazzi della nostra comunità. Fulvio De Santis, oltre ad interessarsi della manutenzione della parrocchia, con altri amici ha formato una squadra di calcetto che una o due volte la settimana si incontra per giocare.
Poiché gli aiuti dei viveri del Banco alimentare sono divenuti scarsi, non bastano più ad aiutare gli assistiti della nostra parrocchia, don Roberto si dedica, con l’aiuto dei volontari, a fare due raccolte viveri ogni anno con l’accordo del supermercato Conad, presso il Centro Commerciale Casetta Mattei.
Per concludere dobbiamo fare un elogio a Don Gabriele e a tutta la sua Fraternità dell’Incarnazione che per tanti anni è stata vicina alla nostra parrocchia, anche quando è rimasto da solo non ha mai trascurato il suo compito di aiuto per la nostra chiesa e per tutti gli ammalati della nostra comunità. Grazie don Gabriele.
Roma 11 marzo 2019
